SORPRENDENTE: il mio cane ha scoperto che avevo il cancro e mi ha salvato la vita

Una donna di Baltimora ha raccontato la sua esperienza con il cancro, scoperto grazie al fiuto formidabile del suo cane.
Anne Wills ha 53 anni e un giorno il suo cane Heidi di 9 anni, un incrocio tra un cane lupo e un labrador, ha cominciato ad avere strani comportamenti nei suoi riguardi.
“Mi impediva di sedermi – racconta Anne – cercando di graffiarmi il braccio. Entrava in agitazione, ansimava poi se mi sedevo, affondava il naso sul mio petto e respirava profondamente come se annusasse qualcosa
La signora Anne aveva addestrato Heidi nel ritrovamento di persone e animali scomparsi e nella ricerca di droga ma quello che stava facendo con lei le risultava inspiegabile.
“Decisi ad un certo punto di farmi vedere dal mio medico perché qualcosa mi diceva che Heidi non fosse impazzita ma avesse una specifica ragione nel suo comportamento”.
Ciò che le analisi e i medici scoprirono fu DEVASTANTE: Ann aveva un cancro ai polmoni nonostante si sentisse bene. Il tumore era allo stadio precoce ma i sintomi probabilmente sarebbero apparsi quando sarebbe stato troppo tardi.
Il Dottor Cole, oncologo al Saint Agnes Hospital di Baltimora, ha chiaramente affermato che il cane è stato in grado di “sentire” il tumore, salvando la vita della sua padrona.
Quella di Anne oltre a essere una storia a lieto fine, non è nuova ai medici.
Esistono cani che sono in grado di fiutare il cancro negli essere umani con una PRECISIONE DEL 93%.
L’OSPEDALE DI PERGINE VALSUGANA in provincia di Trento, già nel 2012 aveva assunto due labrador addestrati in Gran Bretagna, per fiutare i tumori prima dei test scientifici, che comunque venivano svolti.
La loro sensibilità è tale che sono in grado di capire per tempo il calo di zuccheri nei DIABETICI, di diagnosticare il raro morbo di Addison (una grave patologia alle ghiandole surrenali), la narcolessia e, fiutando le urine, sono capaci di riconoscere carcinomi alla vescica, alla prostata, ai polmoni e ai reni.
Il loro è un lavoro di SUPPORTO che si rivela ATTENDIBILE NEL 93% DEI PAZIENTI.
Il primo caso riconosciuto risale al 1989 quando un dalmata annusando ostinatamente un neo della sua padrona, ha permesso il riconoscimento di una formazione di natura maligna.
L’olfatto dei cani supera di 100mila volte quello umano e i tessuti cancerosi hanno un particolare odore che si manifesta precocemente soprattutto nel fiato e nelle urine.
Ecco perché, con gli oltre 250milioni di sensori olfattivi del loro naso, i cani sono in grado di individuare il cancro quando ancora non è diagnosticabile.

Schermata 2015-12-24 alle 14.38.19

I commenti sono chiusi.