INCREDIBILE: vive 2 anni senza produrre SPAZZATURA

E’ possibile vivere senza produrre spazzatura?
La risposta ce la fornisce Darshan Karwat che non ha eliminato del tutto la spazzatura ma, grazie a notevole impegno, l’ha sensibilmente ridotta.
Darshan ha rinunciato al fast food, alla carta igienica, ai cibi confezionati e ha cominciato ad adottare una serie di semplici ma importanti accortezze per un anno intero, scoprendo alla fine di aver prodotto solo 2 sacchi di spazzatura per un totale di 3,4 kg.
Decise quindi di continuare a seguire questo stile di vita per l’anno seguente e oltre, fino ad arrivare a 2 anni e mezzo e accorgersi di aver ridotto ulteriormente la produzione di spazzatura a poco più di 2 kg, vale a dire lo 0,4% dei rifiuti normalmente prodotti da un cittadino statunitense medio.
Darshan dice di essersi ispirato a una coppia di inglesi che ha vissuto senza rifiuti, iniziando così un vero e proprio PERCORSO DI ATTIVISMO INDIVIDUALE.

La sua spazzatura durante i due anni consisteva fondamentalmente di alcuni sacchi, delle etichette della frutta e di qualche vetro rotto.
Ha dovuto affrontare molti sacrifici come evitare l’acquisto di prodotti confezionati che potevano produrre scarto e soprattutto ha cercato di controllare l’altrui comportamento.
Ad esempio al ristorante si recava con le proprie posate e il proprio tovagliolo di stoffa e quando ordinava hamburger chiedeva di non mettere lo stuzzicadenti a fermare il panino.
Aver rinunciato a tante cose ha implicato un cambiamento nella sua vita sociale.
Portarsi il proprio bicchiere e evitare piatti e posate di plastica alle feste non era giudicato molto cool.
Ma alla fine ne è valsa la pena, è riuscito a dimostrare alla gente che si può vivere in maniera ecosostenibile e producendo quantità ridotte di spazzatura.
In realtà Darshan dice che non ha dovuto cambiare di molto la sua vita rispetto a quando viveva in India dove tutto veniva sfruttato al massimo e i rifiuti spesso diventavano cibo per le mucche.
“La mia vita con questa ultima esperienza è migliorata, ho imparato a essere più presente nelle scelte”.
Pensateci anche voi, quando gettate la spazzatura e osservate quello che poteva essere evitato.
I fiumi e i mari inquinati sono i pesci che mangiamo, gli inceneritori sono l’aria che respiriamo.

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