Castiglia e Léon vietano l’UCCISIONE DEI TORI

Attraverso un decreto legge le province autonome di Castiglia e Léon nel nord della Spagna vietano l’uccisione dei tori da combattimento durante gli spettacoli folcloristici come il celebre torneo del Toro de la Vega, che si tiene ogni anno a Tordesillas, Valladolid.
L’annuncio viene accolto con soddisfazione da tutti i movimenti animalisti che da anni si battono per porre fine alla medioevale pratica della tauromachia ma che comunque ritengono ancora insufficiente il provvedimento che nello specifico impedirà solo che il toro venga abbattuto a colpi di lancia.
Il decreto legge promosso dai governi delle comunità autonome spagnole infatti, non prevede l’annullamento della tradizionale festa del Toro de la Vega né la presenza dei tori alla manifestazione, durante la quale, come afferma Chesùs Yuste dell’Associazione parlamentare della difesa degli animali, i tori vengono sottoposti a maltrattamenti e stress che possono causarne la morte.

Durante l’ultima edizione del torneo del settembre 2015, a causa di un tragico episodio nel quale il toro Rompesuelas morì dopo 20 minuti di atroce agonia, si scatenarono violente polemiche che portarono il partito contro il maltrattamento animale ad organizzare una marcia di protesta a Madrid.
Migliaia furono le persone scese in strada per manifestare contro la festa di Tordesillas e 120 mila furono le firme raccolte in una petizione che ne chiedeva l’annullamento.
Il decreto legge soddisfa solo in parte le pressanti richieste giunte al sindaco di Tordesillas che ha comunque deciso di dare seguito alla manifestazione, eliminando solo la parte dell’uccisione del toro.
Il torneo Toro de la Vega è un evento di origine medioevale risalente al 1534 che si svolge ogni anno al martedì della seconda o terza settimana di settembre e che consiste nella caccia e nella persecuzione di un toro da parte di decine di picadores, figuranti a piedi o a cavallo, armati di lance.
Il toro viene lasciato libero nella piazza del paese gremita di spettatori e obbligato da una folla di 500 persone a raggiungere la valle del fiume Duero dove inizia il vero e proprio torneo, il cui obiettivo è di uccidere il toro a colpi di lancia fino a provocarne la morte.
Se il toro nel tempo previsto dal regolamento e nel perimetro consentito non cade a terra morto, viene perdonato ma spesso muore in seguito alle ferite riportate o allo shock subito.
La manifestazione è diventata molto popolare a causa delle proteste che si sono sollevate per le atroci sofferenze cui i tori vengono sottoposti.
In Spagna le varie manifestazioni e feste di paese che includono la tauromachia sono circa 3000 e provocano ogni anno la morte di 40mila tori.

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