Il Brasile e la vergognosa manipolazione degli ammalati di cancro

La decisione del Presidente del Brasile Dilma Rousseff di dare libero accesso alla FOSFOETANOLAMINA ha provocato la rivolta di scienziati e oncologi.
La fosfoetanolamina è una molecola che aveva dato ottimi risultati nelle eliminazione delle cellule tumorali nei topi ma che di fatto ancora non rientra nel protocollo dell’Agenzia del Farmaco del Brasile poiché i test, eseguiti nel 2012, erano stati fatti solo in laboratorio e su cavie, tanto da costringere l’Università di San Paolo responsabile della ricerca a ritirare la sostanza.
Un nutrito gruppo di pazienti a suo tempo intentò una causa all’Università e uno di loro ottenne dalla Corte Federale il consenso all’assunzione del farmaco ritirato e mai approvato; questa sentenza causò l’immediata petizione di oltre 800 persone che volevano ottenere l’autorizzazione all’utilizzo della sostanza proibita.
A fronte di questa ondata di richieste, l’Università di San Paolo riprese la produzione della molecola benché priva delle necessarie autorizzazioni.

Dilma Rousseff, implicata in un brutto affare di impeachment che l’ha vista perdere molto del consenso popolare di cui godeva, ha approfittato della situazione di confusione per firmare una legge che consente a tutte le persone malate di tumore di poter accedere al nuovo farmaco presentato come “miracoloso”, ignorando completamente le regole dell’Agenzia del Farmaco e le opinioni degli oncologi al riguardo.
Con questa manovra la Presidente del Brasile ha scatenato una vera e propria rivolta della comunità scientifica e medica che si è prontamente attivata lanciando messaggi allarmistici a tutta la popolazione, invitandola a non abbandonare le cure tradizionali.
La molecola, concessa a chiunque presenti un semplice certificato che attesti la presenza del tumore, non è mai stata testata sull’uomo per verificarne la sicurezza ancor prima che l’efficacia.
Il ministro della scienza del Brasile ha poi informato ufficialmente che la fosfoetanolamina in realtà non aveva superato i test di laboratorio e che, fatto ancora più preoccupante, i pazienti con tumore in fase precoce potenzialmente guaribili con le basilari terapie convenzionali, si stanno affidando senza consiglio e controllo medico al nuovo farmaco legalizzato dalla Rousseff.
Guadagnare consensi popolari facendo leva sui cittadini più vulnerabili con il rischio di danneggiarli definitivamente è ignobile quanto mentire su un farmaco non ancora approvato rendendolo improvvisamente potenzialmente letale.
Dove stia la verità, a questo punto, poco importa.
In mezzo ci sono cittadini bisognosi di speranza e cura, manipolati vergognosamente da interessi politici.

One thought on “Il Brasile e la vergognosa manipolazione degli ammalati di cancro

  1. Sono brasiliana e devo correggere questa dichiarazione…A alcune mese fa la televizione presentato persone terme con tumore e doppo il test con questa droga anno guarito novanta per cento…